SINTESI MILANO

  • 10:52:27 am on dicembre 13, 2009 | 0

    di Mihael Georgiev

    Dopo Marco Ferraguti abbiamo il parere di un altro esponente di alto livello dell’evoluzionismo scientifico: Ferdinando Boero, professore di Zoologia e Biologia marina all’Università del Salento. Del suo impressionante curriculum mi limito di segnalare che ha pubblicato oltre 190 articoli scientifici – veri – e 8 libri di testo, è membro del Comitato editoriale della rivista Journal of Evolutionary Biology, ed è vincitore del Prix Manley Bendall e della Medaille Albert Premier, dell’Istituto oceanografico di Parigi. Non intendo discutere con Boero di evoluzione biologica, non in questa sede. Ma egli ha scelto il sito di MicroMega per dire la sua sugli atti del workshop al CNR, pubblicati da De Mattei, ed è di questa sua lettera che voglio parlare. Il testo è scaricabile dal sito http://temi.repubblica.it/micromega-online/creazionisti-al-cnr-il-prof-boero-caro-maiani-confonde-correttezza-scientifica-con-liberta-di-espressione. Boero neanche prende in considerazione De Mattei, si rivolge direttamente al suo Presidente, cioè il Presidente del CNR Maiani, ed ecco cosa ha da dirgli: “Prof. Maiani confonde la correttezza scientifica con la libertà di espressione”, la pubblicazione del libro sarebbe “un duro colpo alla reputazione dell’Istituto”. Frasi che non appartengono al lessico delle scienze e della biologia, ma q quello delle ideologie. Boero questo, naturalmente lo sa, perciò spiega meglio: “Qui la libertà di espressione non c’entra. Se Lei manda a una rivista scientifica un articolo dove dice che la terra è piatta ed è al centro dell’Universo, il suo articolo viene bocciato. Il convegno organizzato dal Suo Vice presso la Sua struttura esprime posizioni analoghe a queste. E ha l’etichetta del CNR. Libertà di espressione non significa dire tutto quello che passa per la mente, in veste ufficiale, da un pulpito come quello del CNR. Gli Istituti CNR sono sottoposti a serissima verifica scientifica. Forse, visto questo precedente, varrebbe la pena di far vedere a un gruppo di revisori esperti sull’argomento i libri che il CNR finanzia (anche modestamente). E’ normale prassi scientifica. Ed è normale che se un libro è pieno di castronerie (come quello in oggetto) non venga pubblicato. Non si tratta di censura, si tratta di peer review. Non si tratta di libertà di espressione, si tratta di correttezza scientifica”. Ora, che gli atti del workshop – perché di questo si tratta, non capisco dove è lo scandalo – siano “piene di castronerie” al pari dello sostenere che “la terra è piatta ed è al centro dell’Universo “ lo può dire solo uno che il libro non l’ha nemmeno sfogliato. Si tratta quindi di opinione basata soltanto su pregiudizio, anche se espressa di persona di altissima qualifica scientifica nel rispettivo campo. la cosa grave è che la scienza sarebbe l’arte del dubbio, non l’arte dei dogmi da imporre. Si vede che oltre ad essere scienziato, uno può essere – ed è spesso – credente, agnostico, ateo militante o marxista come si è definito la scorsa settimana Odifreddi. Ci spieghi allora se parla da scienziato o da una delle altre cose che è. Non è Maiani che “confonde la correttezza scientifica con la libertà di espressione”, è Boero che confonde scienza e filosofia, scienza e ideologia. Peggio ancora, confonde il suo ruolo di scienziato con quello di censore, non di peer reviewer – in italiano scienziato-revisore di articoli scientifici – che è un’altra cosa e che io da anni faccio per riviste internazionali recensite nel mio settore, pur senza avere il curriculum di Boero. Poi attacca Maiani, reo di “fare una questione di vile denaro” quando spiega che la pubblicazione degli atti “non ha gravato finanziariamente”, che però quando Boero specifica “che non è vero, concedere un’aula comporta una spesa “, non è più vile. “Ma qui non si tratta di soldi” – spiega Boero (lo dica a Pievani e Ferraguti, sono loro che hanno fatto del caso un problema anche di soldi, Maiani ha solo – e doverosamente – puntualizzato, sennò partiva magari subito l’interrogazione parlamentare). Si tratta della “nostra reputazione è quello che gli altri dicono di noi, e la reputazione del Suo Ente”. E perché tutta questa indignazione? Perché la pubblicazione degli atti pieni di “pseudoscienza e pseudofilosofia”, e poi con il Presidente che confonde la correttezza scientifica con la libertà di espressione” più che alla “reputazione” dell’CNR è stato inferto un “duro colpo” al “libro che ha cambiato la nostra visione del mondo!”, proprio “nell’anno del bicentenario di Darwin e del centocinquantenario della pubblicazione del libro”. Reato di vilipendio della bibbia dell’ateismo scientifico, roba che con la scienza – in tutte le accezioni del termine – non ha nulla a che vedere. Boero è un valido biologo, ma non è uno che ha i titoli per insegnare o imporre “visioni del mondo”, roba che personalmente non riconosco a nessuno. La capacità di ragionare o me la sono trovata dalla nascita, che sia stato il Creatore a darmela o l’Evoluzione di Boero, non importa, è una questione di diverse visioni del mondo, appunto. Non di scienza né di correttezza scientifica.

     

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