SINTESI MILANO

  • 10:08:07 am on dicembre 23, 2009 | 2

    (tratto da SINTESI Anno 0 – Nr. 15)

    “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”

    Quali sono le nostre radici? Negli ultimi anni è stata sollevata la questione di introdurre nel Trattato costituzionale europeo la nozione delle “radici giudaico-cristiane” d’Europa. La proposta non è passata, e per qualcuno ciò significa che l’Europa rinnega le proprie radici, pregiudicando il proprio futuro morale, economico e politico. Ora che la cosa si è calmata vale la pena di riflettere quali siano veramente le radici del nostro Continente.

    Non c’è alcun dubbio che le nazioni europee, la cultura europea, il codice morale e anche penale degli europei siano cristiane. E poiché il cristianesimo e il suo codice morale hanno radice ebraica, è altrettanto normale parlare di cultura “giudaico-cristiana”. Questi sono fatti incontestabili, tant’è che nel 2009, su 27 paesi membri dell’Unione Europea vi sono ben 13 bandiere nazionali che portano la croce.

    Roma che, per la maggioranza dei cristiani del mondo è il centro della Cristianità, è  la sede della Chiesa cattolica che già nel nome è definita “universale”. Il suo Pontefice è riconosciuto come autorità morale da uno schieramento che va ben oltre il mondo cattolico, per cui ha il pieno diritto di rivendicare il suo ruolo storico in un’Europa cristiana. E poiché le sinagoghe di Roma sono più antiche delle sue chiese, è del tutto normale che sia in riferimento alle Sacre Scritture, sia ai fatti storici, a “cristiane” si aggiunga “giudaiche”.

    Detto questo però, occorre specificare se parliamo delle radici oppure della corona dell’albero, di fondamenta oppure di identità, tradizione, cultura, valori condivisi. Già è difficile mettersi d’accordo su ciò che l’Europa è oggi, eppure con un’adeguata scelta delle parole il riferimento al cristianesimo sarebbe difficile da contestare. Ma le radici, le fondamenta, quelle sono un’altra cosa.

    Il toponimo “Europa” ha origini nella mitologia greca, Europa era la figlia di Agenore re di Tiro, che era figlio di Poseidone e di Libia.

    Facendo un salto avanti nel tempo, abbiamo l’antica Grecia, culla della filosofia europea e fornitrice della terminologia scientifica di tutte le lingue europee. Poi abbiamo l’Impero Romano, il primo vero impero europeo, al quale fa riferimento il diritto, l’organizzazione statale e addirittura l’architettura  dei Paesi europei. Ma l’Impero romano era pagano. Il Partenone, eretto attorno all’anno 440 avanti Cristo e il Colosseo, inaugurato l’anno 80 dopo Cristo non sono degli arredi urbani, ma vestigia delle radici europee.

    Per quanto riguarda la religione cristiana, questa approda nell’Impero sin dal I secolo dopo Cristo, ma la cristianizzazione dell’Europa avviene gradualmente e nell’arco di un intero  millennio, tra il IV e il XIV secolo. Ecco alcune delle tappe.

    Nel’anno 313 con l’editto di Milano l’imperatore Costantino decide di non perseguitare più la religione cristiana.

    Nel’anno 380 l’imperatore Teodosio, con un altro editto, dichiara il cristianesimo la religione ufficiale dell’Impero, proibendo tutte le altre religioni. Ora ad essere perseguitati sono quelli che non si sono convertiti al Cristianesimo.

    Ma ancora abbiamo popoli ed entità statali pagane. Il Cristianesimo si diffonde nei territori dell’ex Impero romano tra il V e VIII secolo, ad opera dei monaci, della Chiesa storica, che ancora è una sola.

    Il primo Stato cristiano, oltre i due Imperi, è il Regno di Bulgaria, convertitosi nell’anno 865. Seguono altri stati dell’Europa orientale. La conversione della Polonia arriva solo cent’anni dopo, nell’anno 966. La Scandinavia diventa gradualmente cristiana solo nel XII secolo.

    Il termine “radici cristiane” o “giudaico-cristiane” è respinto non solo dagli anticlericali o  quelli che nel nome dell’ateismo rinnegano l’identità dei propri padri, ma anche da quelli che lo fanno per motivi opposti, cioè per difendere le proprie radici e l’identità dei propri padri.

    È del tutto legittimo e storicamente fondato aggiungere Roma cristiana a Gerusalemme e Atene, ma occorre farlo, cristianamente, in modo da rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

    Forse un giorno si potrà fondere Cesare con Dio, ma per ora non è così. E se mai lo sarà, allora le radici potranno essere chiamate sì “giudaico-cristiane”, ma soltanto per consenso. Perché pur sempre di un falso storico si tratterebbe.

    Mihael Georgiev

     

Comments

  • ariella adler 21:29 on 24/07/2010 | # | Replica

    La libertà dell’uomo su questa terra non sta nelle mani dell’uomo che, come già i Romani sapevano, è il lupo dell’uomo, ma inquelle del Padre che è nei cieli ed è Padre di ogni essere umano che creda o non creda in Lui, Lo accetti, Lo rifiuti o Lo ignori e viva come se non esistesse perchè questa è la prima libertà che il Signore, non importa con quale nome ciascuno di noi simbolizzi nella sua mente la Sua natura divina e la Sua trascendenza perchè qualsiasi nome è riduttivo e limitativo rispetto alla Sua infinità di spazio, tempo, bontà e giustizia…..
    Questi concetti di derivano dalla Bibbia e più precisamente dal Pentateuco scritto da uomini per l’intera umanità ma da uomini la cui mente è stata illuminata dallo Spirito Universale.
    Ciò che ha stabilito la Rivoluzione francese, come tutto ciò che è stabilito dall’uomo è solo una libertà parziale e relativa e cioè è come se la Rivoluzione francese avesse detto che tutti siamo liberi, uguali e fratelli ma alcuni sono più liberi, oiù uguali e più fratelli di altri.
    Gesù stesso che era ebreo ha affermato che il Sabato appartiene all’uomo e con questo voleva dire che il Sabato è il regalo che il Padre ha fatto all’umnità intera perchè si ricordi in eterno che la libertà dell’uomo su questa terra non è nelle mani dell’uomo ma nelle Sue.
    Senza riconoscere questo ed affermare nella Costituzione europea le radici giudaiche oltre che cristiane d’Europa non solo non si garantisce la libertà di tutti ma un albero senza radici non vive e senza il riconoscimento dle Divino trascendentale al di sopra di sè l’uomo cade sotto il dominio delle leggi di natura che favorisce non i migliori in senso morale perchè non ha morale ma solo i più forti, prepotenti e numerosi che dominano e schiavizzano a sè gli altri perchè è in questi che la natura riconosce i più adatti a far proseguire la specie unico obbietttivo che la naturà ha.

  • ariella adler 08:05 on 27/07/2010 | # | Replica

    Cio che intendevo dire con questo scritto è che ciò che vale per il singolo individuo vale anche per le società che crea e cioè che se una società non riconosce ( e pertanto i suoi capi non giurano sulla Bibbia e non solo sulla Costituzione come succede adesso in Italia ) al di sopra di sè il Divino e da dove ha tratto i suoi principi di libertà, inevitabilente quella società ricade sotto il dominio delle leggi naturali che, fra tanti gruppi e culture presenti sul proprio territorio, favoriscono non il gruppo moralmente e spiritualmente migliore ma quello più prepotente, violento e numeroso perchè è in questo che la natura riconosce i più adatti al mantenimento e proseguimento della specie.
    Questa è la ragione per cui ritengo di fondamentale importanza riconoscere nella Costituzione europea le radici giudaico- cristiane della nostra società cosa che significa permettere a ciascun individuo di essere ciò che vuole essere secondo regole di rispetto reciproco e senza che un gruppo prevarichi sugli altri.
    La laicità non esiste senza il riconoscimento del Divino trascendentale. La condizione attuale del territorio europeo ( così come del resto dell’Italia stessa ) è di laicismo perchè i governi sono ufficialmente atei e nei territori atei che non hanno punti di riferimento in alcuna legge morale si verifica una prevaricazione degli atei che prevaricano i credenti.
    Questo si è visto con la sentenza della Corte dei diritti umani di Strasburgo riguardante l’esposizione pubblica del crocifisso in Italia e non si vede come un gruppo di uomini non credenti possa permettersi di dettare regole riguardanti la spiritualità di un popolo libero e sovrano sul proprio territorio.
    Personalmente sono disposta a cedere parte della sovranità che òp stato e il popolo italiano ha sul suo territorio ad una entità sovranazionale solo quando questa si mostra in grado di far riferimento, nelle sentenze che emette, ad una legge morale precisa e non dipende invece solo dalle opinioni personali di alcuni suoi componenti che finiscono per imporre il proprio modo di ragionare agli altri per soddisfare che appunto si lamenta e sbraita in modo più forte e aggressivo degli altri.
    Chi si sente turbato dalla presenza pubblica del crocifisso significa che ha suoi problemi interni perchè se a me una cosa non interessa non la vedo nemmeno.
    Oggi sul territorio europeo ( perchè non si può parlare di Europa come entità politica) vige l’ateismo e la libertà profusa a piene mani in nome della Costituzione finirà per esaurirsi portandoci progressivamente ad una dittatura atea sempre più forte che sarà poi scalzata dalla dittatura teocratica.
    Queste sono le ragioni per cui è assolutamente indispensabile e urgente, secondo me, che il pensiero e la coscienza degli europei occidentali maturino rapidamente, superino l’illusione che il conceto di libertà ci derivi dalla Rivoluzione Francese, dal positivismo quindi dalla fede nella ragione umana che finisce per frammentare l’unità del Divino trascendentale in miliardi di dei che vogliono tutti avere ragione e non si sentono mai sufficientemente liberi ma oppressi da altri colpevolizzandoli per la presunta mancanza di libertà che sconfina nel diritto dell’altro e definiscano, nella Cosituzione europea, le radici giudaico-cristiane da cui abbiamo tratto il nostro principio di libertà e tutti quei bei concetti sui diritti umani calpestati in tutte le società dove vige la dittatura atea o teocratica.
    Senza l’affermazione dichiarata e scritta ( quindi implicitamente accettata da tutti coloro che vogliono vivere sul territorio europeo) che deve corrispondere prima ovviamente ad una presa di coscienza interna di ogni individuo riguardo questi punti si moltiplicheranno le richieste di libertà mai soddisfatte nè dal singolo individuo nè dai singoli gruppi e di conseguenza si moltiplicheranno i sentimenti negativi di xenofobia e razzismo da parte di chi si sente prevaricato nei suoi stessi diritti.
    In una simile situazione il multiculturalismo, le differenze etniche, i diversi modi di intendere il Divino e le diverse tradizioni presenti attualmente sul territorio europeo, invece che essere motivo di scambio e arricchimento personale e di tutta la società, diventano motivo di chiusura, diffidenza, prevaricazione, scontro, razzismo.
    Se tutto questo si verifica la colpa non è di chi è venuto qui ma proviene da culture diverse ma soltanto nostra , di noi “europei” occidentali che non sappiamo mostrare con decisione e chiarezza ( perchè talvolta non è chiaro neppure a noi) da dove abbiamo tratto il nostro concetto di libertà e i concetti sui diritti umani di cui andiamo tanto fieri e non sappiamo affermarli con decisione e chiarezza nelle nostre costituzioni facendoli rispettare con estrema decisione.
    Prima di poter costruire un’Europa politica si deve costruire, secondo me, la coscienza degli Europei e smetterla di vantarci della nostra capacità di ragionare, di incensare la Rivoluzione francese e la libertà che ha proclamato ( perchè ricordo che in nome di quella libertà Napoleone ha sottomesso l’Europa e questa è la dimostrazione lampante che la libertà che ha origini umane è relativa), dobbiamo smetterla di fondere e confondere il Divino trascendentale con un’istituzione terrena e umana che è la Chiesa e riconoscere che la vera libertà di ogni individuo e perciò delle società che forma non sta nelle mani dell’uomo (homo hominis lupus, come dicevano i Romani) ma del Padre che è nei cieli e, ripeto, è Padre di ogni essere umano, che creda o non creda in Lui, Lo accetti, Lo rifiuti o Lo ignori e viva la sua vita come se non esistesse perchè questa è la prima libertà che il Signore dà a ciascun uomo, non importa con quale nome ciascuno di noi simbolizzi nella sua mente la Sua natura divina e trascendenza.
    Ciò che della Rivoluzione francese o meglio dell’Illuminismo dobbiamo mantenere è proprio la capacità di ragionare ma dobbiamo smettere di fare della nostra ragione un dio perchè questo dio è il peggior padrone dell’uomo, lo esalta al punto da farlo sentire un super-uomo ( il Nazismo è figlio della Rivoluzione francese o meglio della esasperazione dell’Illuminismo che oggi ha assunto dimensioni spaventose in tutta la società europea e occidentale malata al punto che l’uomo non riconosce più il suo limite e, nel disprezzare la sua vita disprezza tanto più quella degli altri e di ogni creatura vivente.
    Cosa ha a che fare il Giudaismo con l’Europa?
    Il Giudaismo o meglio l’Ebraismo ( così definito fino al 70d.C. o E.V.)ci ha insegnato che non siamo sassi privi di spiritualità e coscienza ( quelli almeno fra noi che grazie all’Illuminismo non sono ancora diventati sassi o morti che camminano perchè il loro cervello ha bruciato e distrutto completamente i loro sentimenti, anima e coscienza come è successo ai nazisti), ci ha insegnato che l’uomo non è fatto solo di materia ma anche di spirito e in altre parole che siamo esseri “viventi”, esseri “animati” e cioè non che abbiamo un’anima come se dentro di noi ci fosse una scatoletta contenente l’anima ma che noi , tutti noi siamo “anime” fatto dall’unione del “ruach” = vento divino che unendosi alla materia forma il “nefesh” cioè l’anima, l’essere animato e cioè noi esseri umani e tutti gli esseri viventi.
    Quando Gesù parlava in terra d’Israele e la gente lo ascoltava questi concetti erano dati per scontati. Ora siamo tanto regrediti da dovercene di nuovo appropriare per riuscire ad andare avanti.
    Certo possiamo comunicarcelo via internet o attraverso i cellulari, vi sembra un progresso?
    Spero che le mie parole servano a qualcuno ( a chi ancora fra noi è capace di riflettere e di farlo autonomamente ) come spunto di riflessione e discussione anche con me, se vuole.
    Il reciproco scambio di idee serve a migliorarsi reciprocamente, a correggere eventuali errori, ad ampliare la propria visuale cercando di vedere le cose da prospettive diverse. Grazie a presto.


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